PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA

Psicologia della Scrittura

U.I.M Milano

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La Psicologia della scrittura (Metodo Marchesan) è una materia che studia la scrittura e da questa trae le indicazioni per conoscere e tracciare il profilo di personalità dello scrivente. La metodologia d'indagine parte dal presupposto che la scrittura, superate le fasi dell'apprendimento, diventa un processo automatico, risultato delle risposte motorie ai circuiti neurali.
Tali risposte comportamentali non possono essere che uniche, come esclusive sono le esperienze emozionali degli individui. Da queste premesse deriva la possibilità di interpretazione della scrittura per la descrizione della personalità umana. La scrittura di ognuno di noi ha un carattere individuale che, pur nella sua complessità e varietà, da uno stile personale ed unico. Centinaia di migliaia di analisi grafologiche confermano la validità interpretativa della scrittura.

 

L'intuizione che nelle particolarità della scrittura si riflettano tendenze ed atteggiamenti personali è molto antica: già nel II secolo Svetonio aveva messo in relazione alcune doti e qualità del carattere di Augusto con le peculiarità della sua scrittura.
Nell'età moderna il pioniere è stato Camillo Baldi nel 1622. La ricerca di principi interpretativi generali capaci di dare forma ad una disciplina basata su intuizioni isolate e su osservazioni empiristiche a una vera e propria scienza ha richiamato l'attenzione e l'interesse di studiosi e appassionati, da Goethe ad alcuni degli psicologi più famosi del nostro tempo.
Il migliore, tra i grafologi, è stato Girolamo Maria Moretti, ma purtroppo per quanto le sue intuizioni fossero acute e pertinenti più di altri che l'hanno preceduto, restano appunto delle intuizioni che non davano un sistema completo e coerente su cui basarsi. I segni grafici catalogati dal Moretti e dalla sua scuola sono circa 80 e al di fuori di questi mancano indicazioni per interpretare altre manifestazioni grafiche.


Marco Marchesan ha sottoposto a revisione critica gli studi grafologici mettendone in luce le lacune e le incertezza; attraverso una lunga opera di approfondimento e di sperimentazione ha scoperto le leggi di interpretazione della scrittura arrivando a risultati che hanno superato ogni aspettativa.
La psicologia della scrittura ha definitivamente sconfinato la grafologia, ciò che la differenzia è il fatto che mentre quest'ultima si è limitata a raccogliere un gran numero di osservazioni empiriche e a procedere per intuizioni, la psicologia della scrittura ha elaborato un sistema di interpretazioni della dinamica grafica, ne ha scoperto le leggi esplicative, ha messo in reciproca relazione i segni riscontrabili in ogni scrittura valutando con grande precisione l'incidenza e l'intensità di ognuno.

L'intuizione di Marchesan è che la scrittura, dopo l'apprendimento, viene tracciata con movimenti quasi del tutto automatici e quindi le sue leggi fondamentali non vanno cercate nell'ambito del cosciente e razionale, ma nell'inconscio.
Le quattro leggi generali dell'attività dell'inconscio e le trentasei leggi specifiche della scrittura sono la struttura portante di questa scienza. Nella psicologia della scrittura sono stati individuati più di 220 segni e 3500 tendenze che attraverso tali segni si esprimono.
Il sistema grafico della psicologia della scrittura prende in esame la scrittura nel suo complesso per rilevare le costanti e le possibili variabili del tracciato grafico, in modo da costruire uno schema razionale e completo nel quale possano inserirsi gli elementi che si ricavano dall'analisi di ogni tipo di scrittura.
L'analisi della scrittura è un test proiettivo valido e attendibile, che permette un'indagine accurata sulla personalità e sulle dinamiche psicologiche dell'individuo.
Il termine proiettivo sta proprio a significare che il soggetto proietta nella scrittura i tratti salienti della sua personalità e delle sue dinamiche interiori. A differenza di altri test proiettivi (p.e., Rorschach e T.A.T.), che furono costruiti appositamente e collaudati con numerose sperimentazioni dai loro autori, l'analisi della scrittura è un test spontaneo, poiché tale è la scrittura quando è libera espressione di sé, libera da condizionamenti.

Proprio per mantenere questa spontaneità è opportuno preferire degli scritti dove non c'è la preoccupazione di come si scrive.
La spontaneità massima del tracciato si ha quando si scrive per se stessi, perché in questo caso non ci si pone il problema in merito alla leggibiltà o alla presentazione formale.


Ciò che si deve analizzare in una scrittura è lo scostamento dal modello calligrafico insegnato a scuola, cioè la personalizzazione che ognuno attiva in base alle proprie esigenze interiori.
L'insieme delle distorsioni e delle personalizzazioni del modello calligrafico costituisce il sistema di segni grafici, che vengono interpretati dall'esperto (grafologo e/o psicologo della scrittura), durante l'analisi.
Attualmente non ci si cura più della calligrafia (bella grafia), e la perdita di questa costrizione, che vincolava maggiormente al modello scrittorio, favorisce la spontaneità cioè permette allo scrivente di esprimere più liberamente se stesso.

La scrittura, si sa, serve a comunicare, ma oltre al contenuto di ciò che si scrive, anche la parte figurata e simbolica ha un suo valore.
In altre parole, se da un lato c'è il messaggio cosciente, rivolto ad un destinatario, dall'atra vi è un'azione tracciante della mano che fornisce un messaggio non intenzionale, spontaneo perché derivante dalla fisicità del corpo e guidato dall'inconscio.

Comunicazione verbale e interazione sociale si trovano fuse insieme nella scrittura sotto forma di contenuto e di forma grafica, poiché si pensa a cosa scrivere e non a come scrivere.
Nell'inconscio sono depositati tutti i vissuti personali e pertanto unici e irripetibili; da qui l'unicità di ogni scrittura, analoga a quella delle impronte digitali, garanzia d'essere lo specchio della personalità dello scrivente, come una firma autografa è garanzia dell'autenticità di ciò che si sottoscrive.
La scrittura non rivela l'anima dell'individuo, ma la sua posizione nei confronti del mondo in cui vive e con il quale si relaziona, e anche la relazione con se stesso, col suo mondo interiore.


La personalità che emerge dall'analisi della scrittura è costituita dall'essere sociale, l'uomo in quanto persona che si mette in relazione col mondo degli ideali, degli affetti e della materialità, e in rapporto con sé.
Il vero volto dell'IO non lo rivelerà mai alcun test psicologico standardizzato. L'analisi della scrittura ha il grande vantaggio di essere standardizzabile fino ad un certo punto, in quanto ci sono dei segni non completamente codificabili, sta quindi alla sensibilità dell'esperto rilevare e interpretare nel modo corretto. Quindi non è solo tecnica, ma anche sensibilità e intuito.


FOGLIO E PENNA

E' importante che la scrittura da esaminare sia vergata su un foglio bianco, senza quadretti o righe, e con due o tre fogli sotto quello su cui si scrive; tutto questo garantirà un'analisi migliore, in quanto lo scrivente non avrà costrizioni e la pressione sul foglio sarà fonte di indicazioni.
Per lo stesso motivo è preferibile che la persona scriva con una biro a sfera o una stilografica, quindi non vanno bene pennarelli o matite.


SCRITTURA E PERSONALITA'

Le leggi della scrittura spiegano in che modo il nostro inconscio proietta inclinazioni, impulsi e tendenze nella scrittura. Da qui si possono individuare e riconoscere gli impulsi e le tendenze in virtù della deformazione del modello che, in misura maggiore o minore, tutti operiamo.
L'inconscio si esprime per simboli: il foglio su cui scriviamo rappresenta l'ambiente in cui agiamo e intratteniamo relazioni con gli altri, il movimento da sinistra verso destra del tracciato grafico il modo di procedere verso l'ambiente stesso, la pressione che esercitiamo sulla carta quella sugli altri e sull'ambiente.

 

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